giovedì 11 febbraio 2010

Sepoltura vichinga

Quanto ai complessi funerari, i Vichinghi onoravano i defunti con il rito della cremazione e la successiva sepoltura delle ceneri sotto tumuli di terra, oppure con l'inumazione in camere tombali in legno a forma di nave, con la deposizione del defunto, accompagnato dal cadavere di una o più persone a lui molto vicine, che sceglievano liberamente di essere uccise per accompagnarlo nel Walalla, su una vera nave che poteva essere data alle fiamme oppure seppellita sotto un grande tumulo di terra e pietre. Era fondamentale che la nave funeraria fosse stata in grado di tenere il mare.

Gli archeologi hanno portato alla luce tre magnifici esempi di navi utilizzate a scopo funerario nella Norvegia meridionale, a Oseberg, a Gokstad e a Tune, tre località del fiordo di Oslo. Tutte e tre sono attualmente esposte al Museo delle Navi Vichinghe di Oslo, anche se soltanto quella di Tune è stata completamente restaurata. La nave di Oseberg, superbamente decorata e in grado di navigare solo in acque costiere, risale alla prima metà del IX secolo e di fatto può essere definita come un'elegante chiatta di stato, usata per la sepoltura della regina Asa, che si pensa fosse la terribile nonna di Harold I Bella-Chioma, unificatore della Norvegia sotto un'unica corona verso la fine del IX secolo. La salma della regina venne accompagnata alla sepoltura da una giovane schiava; nella tomba furono collocati tutti i mobili e gli oggetti che l'avevano circondata in vita: un carro in legno, alcune slitte, letti, arazzi, telai per tessere, barili, una serie completa di utensili da cucina, finimenti per cavallo, varie paia di scarpe, svariati oggetti personali, e perfino un bue.

Un'altra usanza, riservata a quei contadini che avevano navigato e combattuto per mare, era di seppellire il defunto entro navi simboliche costituite da strutture megalitiche a grosse pietre fitte, disposte secondo una forma ovale che simulava una nave. Il defunto era sepolto presso una pietra posta all’interno della struttura. Un esempio molto interessante è costituto da Ale Stenar(Nave di Ale), un complesso megalitico nel sud della Svezia, nella regione dello Scania, costituito da 60 grosse pietre, 59 delle quali disegnano il profilo della nave, mentre una è posta sul segmento nord-occidentale dell'asse mediano, disposto lungo la direzione che va dal punto di levata del Sole al solstizio d'inverno a quello di tramonto al solstizio d'estate. La "nave" è dunque orientata in accordo con le configurazioni del Sole alle due più importanti feste vichinghe. Secondo i ricercatori Vincent H. Malmstrom, James T. Carter e Curt Roslund, che negli anni Settanta studiarono il complesso megalitico di Ale, il numero, la posizione e la spaziatura delle pietre sono

tutt'altro che casuali. Tra l'altro, il numero dei monoliti coincide con quello dei giorni compresi entro due lunazioni complete: 30+29, approssimato all'intero più prossimo; forse Ale Stenar aveva anche qualche funzione calendariale, oltre alla pura e semplice rappresentazione simbolica della nave funeraria.



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